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4月26日 Proprio così... ogni tanto capita, ma senza vergogna, parti incastrate...Gelido come Mi guardo allo specchio E non mi vedo più Qual è il mio nome, Qual è la mia città Dov'è che abito Gelido come Un pezzo di ghiaccio Mi guardo e non ricordo Le cose Di cui ho bisogno E non mi piace più Gelido come La luna mi guarda Ma non mi parla mai Dov'è l'amore Dov'è la mia donna Dov'è che finirò Gelido come Un uomo di latta Un altro di cartone animato Si guarda allo specchio E non si vede più Gelido come Fare l'amore Però pensare a un'altra situazione Una storia diversa Che adesso non c'è più Allora amore È giusto o sbagliato Io questo non lo so Farà dolore Ma è tutto finito E non balliamo più Quando il tempo Passa in fretta E sai che non ti aspetterà Quando pensi solo a quello Che non va Quando sai che hai fatto tardi E forse ancora tarderai Gelido è qualcosa Non vorresti mai Ma Gelido sarai Ma Gelido sarai Ma Gelido sarai Ma Gelido sarai Gelido come La marmellata Se non l'hai mai mangiata Di mattina Fa bene alla testa E poi ti tira su L'autostrada È piena di gente Vanno e vengono Dov'è la fine Di questo discorso Che ormai non guido più. Quando il tempo Passa in fretta E forse ti sorpasserà Quando pensi solo A quello che non va Quando resti solo E pensi solo A quello che non hai Gelido è qualcosa Non vorresti mai Ma gelido sarai Ma gelido sarai Ci sono cose Nella vita Che mi sembrano Più vere Ed altre che Che mi sembrano Di plastica Ci sono cose Che vorrei Poter cambiare veramente Lo vuole tanta gente E invece niente E ci dobbiamo Accontentare Qui lo nego, ma l'ho detto È colpa di quel freddo maledetto 4月15日 plastica ovunque...Ho provato ad essere come tu mi vuoi |
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BIOGRAFIA | |
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già al Festival di Sanremo nel 1999 e 2000
Nato a Roma, Max trascorre diversi anni a Bruxelles dove studia musica e suona come musicista professionista in vari gruppi. Per cinque anni è bassista, arrangiatore e coautore dei 4 Play 4, formazione inglese di Northern soul dalle escursioni pionieristiche nell’acid jazz. Con il gruppo si trasferisce nel sud della Francia dove lavora anche come produttore artistico (Pyramid, Tiziana Kutich). Rientrato a Roma nel 1991, Max si dedica alla sperimentazione nel suo piccolo studio di registrazione, mentre compone colonne sonore. Nel 1994 e 1995 lavora alla realizzazione del primo album, Contro un’onda del mare, pubblicato nel gennaio 1996 e presentato in versione acustica nel tour di Franco Battiato. L’album, che inaugura il sodalizio con la Virgin Music, vanta una notevole diversità di climi musicali e originalità nella stesura dei testi e si fa presto notare dalla critica. Nel 1998 Max partecipa all’album di tributo a Robert Wyatt The Different You con il brano Oh Caroline. Il secondo album, La favola di Adamo ed Eva (ottobre 1998), è anticipato da due hit, Cara Valentina (1997) e Vento d’estate. La favola di Adamo ed Eva vede la partecipazione, oltre che di Niccolò Fabi in Vento d’estate (disco per l’estate ’98), di Mao in Colloquium vitae e di Lucio Morelli in Nel verde. Di forte impatto le strumentazioni del disco, basate sulla semplicità dell’interazione tra la chitarra acustica, il basso e la batteria, e i testi, lineari e allo stesso tempo linguisticamente ricchi e pieni d’inventiva: profondi, ricercati ma di presa immediata, i testi sono scritti da Max insieme al fratello Francesco. L’entusiasmo suscitato da La favola di Adamo ed Eva vale a Gazzè l’invito a partecipare all’edizione 1998 del prestigioso Premio Tenco. La sua popolarità si estende a un pubblico ancora più ampio con la partecipazione alla “Sezione Giovani” del Festival di Sanremo 1999, dove presenta Una musica può fare. Al termine di una lunghissima stagione di concerti, che ha confermato la popolarità dell’artista romano e la qualità delle sue esibizioni dal vivo, Max Gazzè ha iniziato a lavorare al terzo album, intitolato col suo nome e pubblicato il 13 marzo 2000. Il cantante-bassista-compositore ha ulteriormente perfezionato il suo stile altamente personale, come annunciato dal primo singolo tratto dall’album, Il timido ubriaco, con il quale Max si presenta sul palco del 50° Festival di Sanremo: una canzone in cui la vicenda narrata e la musica alludono a due diversi stati d’animo. Il nuovo album rispecchia il grande amore di Gazzè per la poesia, costante fonte d’ispirazione: l’Elemosina è la traduzione di una poesia di Mallarmé, poeta citato anche nel brano Su un ciliegio esterno. Altrove vengono riscoperti i poeti dell’Arcadia. Nell’ottobre 2001 è uscito, infine, Ognuno fa quello che gli pare, un album emozionante, che svela un autore più sicuro e complesso, un affabulatore coraggioso che, nella creazione musicale, non esita a trarre ispirazione da una coloratissima varietà di fonti, pur riuscendo a conservare la consueta freschezza d’invenzione. La tensione, il conflitto, la contrapposizione sono il filo conduttore che attraversa un succedersi di canzoni spesso diverse tra loro per impostazione melodica e atmosfere strumentali. I contrasti attraggono Max: i contrasti armonici, di colore, o i contrasti tematici, sociali o di coppia; l’album vive di queste tensioni. La varietà di soluzioni sonore che caratterizza Ognuno fa quello che gli pare, è frutto anche di numerose collaborazioni: le scopriamo nel country divertito di Il debole fra i due, cantato insieme a Paola Turci, ne Il motore degli eventi, duetto con Carmen Consoli – che del brano è anche coproduttrice, nella coproduzione con Francesco Magnelli, tastierista dei CSI (Non era previsto e Niente di nuovo). E ancora, Il dolce della vita, realizzato a Parigi insieme a Stephan Eicher, e Niente di nuovo, registrato live con i musicisti che accompagnano solitamente Ginevra di Marco. Anche per questo disco Max ha scritto i testi a quattro mani con il fratello Francesco, cercando insieme, brano per brano, il percorso più idoneo da seguire: il punto di partenza è un testo intorno al quale viene costruita la canzone. Le parole sono scelte sempre con grande cura: senza inseguire ad ogni costo la complessità, si cercano con attenzione le espressioni più evocative, quelle che meglio indicano possibili nuovi orizzonti, o contenuti “altri” che ognuno può poi diversamente esplorare. Un giorno, è il più recente album di inediti, uscito nell’aprile 2004. E’ un lavoro con una forte impronta live, che risente molto degli incontri musicali fatti da Max negli ultimi due anni, costruito in studio suonando. Il suono è puro e senza sovrincisioni, caratterizzato dalla strumentazione vintage con il quale è riprodotto. Da un punto di vista testuale, qui la proverbiale ironia di Gazzè lascia spesso il passo al sarcasmo, mentre sono poche le storie narrate in favore di una poetica del frammento, della descrizione di immagini e degli stati d’animo. Testi scanzonati e canzonatori, che tornano a rimbrottare sulla vacuità del presente col sorriso sulle labbra. Il 17 giugno 2005, a dieci anni dall’uscita di Contro un’onda del mare, è uscito per la Emi Music Max Gazzè – Raduni 1995-2005, una raccolta di 26 brani editi tratti dai 5 album precedenti e 4 inediti. Il doppio CD raccoglie canzoni tratte in egual misura dai 5 album pubblicati ed include i grandi successi di Max come anche brani meno ascoltati nei quali è forse più evidente la peculiare formula compositiva di Max, la forza poetica dei suoi testi, l’originalità armonica e la stralunata linea melodica che lo caratterizza così fortemente. Dopo il tour estivo del 2005, Max si è dedicato a collaborazioni e scambi, uno dei suoi metodi prediletti per crescere, raccogliere nuovi stimoli e coltivare vecchi progetti: ha partecipato a Gizmo, una straordinaria cover band dei Police capitanata da Steward Copeland, dove – oltre allo storico batterista dei Police – dividevano il palco con Max anche Raiz degli Almamegretta e Vittorio Cosma. |
Ciò che tu sei
mi distrae da ciò che dici.
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